Disturbi Mentali nell'Adulto

breve excursus

Disturbi d’ansia

L'ansia di per sè non è un fenomeno patologico, ma assolve ad una importante funzione adattiva. Essa rappresenta un meccanismo utile tanto all'adattamento, quanto alla sopravvivenza, consente di riconoscere rapidamente un pericolo e permette di mobilitare le risorse appropriate per fronteggiare una determinata situazione. Si tratta di un segnale che distoglie l'individuo dalle sue attività per prendere provvedimenti o evitare danni futuri, fronteggiando e ponendo termine al disagio che avverte. Per ansia si definisce l'anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnato da sintomi di tensione e sentimenti di disforia. L'ansia quindi è un fenomenobidimensionale nel senso che implica aspetti cognitivi e psicofisiologici. Preoccupazione: indica un'attività cognitiva involontaria, incontrollabile e che genera un senso di disagio emotivo. Tale attività è strutturata da un susseguirsi di pensieri e di immagini negative. La preoccupazione però a volte può diventare disadattiva poiché assume dimensioni eccessive a tal punto da rallentare, invece di sostenere il processo di problem solving. Ansia e preoccupazioni croniche sono le caratteristiche principali del

Disturbo d’ansia generalizzato

Si dice generalizzato perchè l'ansia e le preoccupazioni riguardano solo un certo numero di attività che vengono considerate potenzialmente pericolose. Per raggiungere la soglia di disturbo:

  • l’ansia o i disturbi fisici sono clinicamente significativi e causano menomazione nel funzionamento sociale o in altre aree importanti.
  • l’ansia e la preoccupazione si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi
  • la persona ha serie difficoltà nel controllare la preoccupazione
  • sono presenti per la maggior parte dei giorni almeno tre dei sintomi seguenti:

 

  • Irrequietezza
  • Affaticabilità
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Irritabilità
  • Tensione muscolare
  • Alterazione del sonno

Attacco di panico

Si tratta di una manifestazione di ansia estremamente intensa, breve, transitoria. Ad essa si associano espressioni di angoscia e crisi di angoscia.

  • Palpitazioni
  • Tachicardia
  • Tremori
  • Dolore al petto
  • Nausea
  • Paura di morire
  • Paura di impazzire
  • Brividi e vampate di calore

E’ importante distinguere tra attacchi di panico generati dalla situazione e quelli non aspettati. Gli attacchi generati dalla situazione possono presentarsi nel caso di vari disturbi di ansia e di altri disturbi mentali. In genere questo tipo di sintomi sono causati dal fatto che la persona si ritrova a rivivere una situazione traumatica.
Diverso è il caso degli attacchi di panico che non sono aspettati. L’attacco giunge inaspettatamente, ha un inizio improvviso e raggiunge l’apice rapidamente, l’esperienza comune dei soggetti è che hanno pensato di essere sul punto di morire, molti sono corsi al pronto soccorso credendo di avere un infarto o un ictus. Nei casi più lievi si avverte la sensazione di dover fuggire dal luogo in cui si sta manifestando l’attacco.

Disturbo di panico

È dato da esperienze di attacchi di panico inaspettate e ricorrenti, seguiti da preoccupazioni che l’episodio possa ripetersi. Il “disturbo di panico” ha frequenza 2-3 volte maggiore nel sesso femminile. Può verificarsi sensibilizzazione ossia l’interessato può diventare sensibile ai luoghi dove si è verificato il disturbo, e tende ad evitarli.

Fobie

Per agorafobia si intende l’ansia relativa all’essere in luoghi dove sia difficile allontanarsi o ricevere aiuto, nel caso in cui si verificassero sintomi simili all’attacco di panico (ingorghi,mare,treno etc.). Situazione del genere vengono evitate del tutto oppure senza un accompagnatore, oppure vengono affrontate con un’ansia continua. L’agorafobia è costituita da due elementi: l’ansia di base esperita e le condotte di esitamento.
Una fobia specifica è rappresentata da una paura marcata, persistente, irragionevole o sproporzionata per stimoli precisi o situazioni circoscritte. La paura è incontrollabile ed inaccettabile.
La fobia sociale è caratterizzata da una paura marcata e persistente relativa ad una situazione sociale o prestazionale. La persona teme di comportarsi in maniera scorretta, di provocare in imbarazzo, vergogna, umiliazione, di essere criticata o giudicata negativamente. Fisicamente si evidenzia rossore, sudorazione, malessere gastrointestinale. Queste situazione sono caratterizzate anche da un’ansia anticipatoria, ossia la persona incomincia a preoccuparsi molto prima che la situazione fobica debba verificarsi.

Disturbo da stress

Eventi traumatici estremi, morte o minaccia di morte, lesioni gravi, fragilità fisica, possono provocare una fortissima reazione d’ansia. Una volta tutto ciò si identificava con il termine trauma, oggi si definiscono col termine post traumatico da stress. In particolare dopo un evento traumatico possono manifestarsi: scarsa reattività emozionale, distacco, amnesia dissociativa, stordimento. Un sintomo caratteristico è il continuo rivivere l’evento traumatico, la persona presenta ricordi spiacevoli e ricorrenti per ore e per giorni. La persona presenta sintomi di arousal o di ansia persistente, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità ed incubi.

Disturbi somatoformici

Sono sei:

  • disturbo di conversione
  • disturbo di somatizzazione
  • disturbo somatoforme indifferenziato
  • disturbo algico
  • ipocondria
  • disturbo di dismorfismo corporeo.

Essi sono accomunati da lamentele circa il proprio stato fisico e da preoccupazione somatica, entrambe non attribuibili ad una causa fisiologica o ad un altro disturbo mentale. I soggetti che ne sono affetti spendono moltissimo tempo per visite ed esami in ambienti medici e psichiatrici, e spesso questo porta a diagnosi errate da entrambe leparti. Nei disturbi somatoformi la causa dei sintomi fisiologici, che, ricordiamo, non sono né simulati né sotto il controllo volontario della persona, è di natura psicologica.

Disturbi dell’umore

Episodio Depressivo Maggiore
E’ detto proprio episodio in virtù del fatto che è transitorio per un periodo che arriva fino alle 2 settimane. Questo fenomeno comporta disturbi clinici significativi, nonché compromissione del funzionamento dell’individuo a livello sociale. I sintomi sono i seguenti:

  • Umore depresso
  • Diminuzione di interesse per varie attività
  • Perdita di peso e appetito
  • Insonnia
  • Agitazione
  • Affaticabilità
  • Autosvalutazione
  • Ridotta capacità di concentramento
  • Pensieri di morte

Per parlare di episodio depressivo maggiore, è necessaria la presenza di almeno 5 di questi elementi. Esso, senza trattamento, può durare 6 mesi o più, per poi scomparire del tutto.
Episodio Maniacale
Per essere definito tale deve durare almeno una settimana. L’umore deve essere anormale, persistentemente elevato, espansivo ed irritabile. La sua gravità va a compromettere le attività lavorative e sociali abituali.
Devono essere presenti almeno 3 dei sintomi sotto elencati:

  • Autostima ipertrofica
  • Poco bisogno di sonno
  • Fuga delle idee (i pensieri si succedono rapidamente)
  • Distraibilità
  • Aumento dell’attività finalizzata
  • Eccessivo coinvolgimento nelle attività ludiche
  • Episodio Ipomaniacale

È una manifestazione meno grave dell’episodio maniacale, esso dura almeno 4 giorni. Un episodio misto è caratterizzato da rapide alterazioni dell’umore per almeno una settimana.
Episodio depressivo maggiore: è caratterizzato da un decorso clinico con più episodi depressivi maggiori. Esso si genera in seguito ad un forte evento stressante, quale ad esempio la morte d'una persona cara.
Disturbo distimico: è caratterizzato da un umore cronicamente depresso, per un periodo di almeno tre anni. Genera sofferenza e compromissione del funzionamento sociale.
Disturbo bipolare: è caratterizzato da un decorso clinico con uno o più episodi maniacali o episodi misti. Oppure dall’alternanza di episodi ipomaniacali con episodi depressivi maggiori.
Disturbo ciclotimico: è un’alterazione dell’umore cronica, fluttuante, presenza sintomi ipomaniacali e depressivi.

Schizzofrenia e disturbi psicotici

Allucinazioni e Deliri rappresentano i sintomi per antonomasia dei disturbi psicotici. Il termine psicotico sta ad indicare una perdita dei confini dell’io, con una forte compromissione dell’esame di realtà. In generale si definisce psicotico ogni disturbo che impedisce di soddisfare le esigenze dettate dalla vita.
Per allucinazioni si intende una percezione sensoriale che ha il senso impellente di realtà, quasi come se fosse oggettivamente percepita, ma che in realtà non viene da nessuno stimolo vero. Le allucinazioni vanno distinte dalle illusioni, in cui si interpreta in maniera sbagliata uno stimolo esistente.
Per delirio si intende una falsa convinzione che comporta un’interpretazione non corretta di percezioni ed esperienze, tale convinzione è basata su errate deduzioni riguardanti la realtà esterna, e viene fermamente sostenuta a dispetto di quanto tutti gli altri credono e delle evidenti prove della sua falsità.
I Deliri vengono suddivisi sulla base del loro contenuto:

  • delirio da collasso: condizione transitoria che si verifica frequentemente nelle malattie acute, in concomitanza con la cessazione di stati febbrili;
  • delirio di influenzamento o delirio di riferimento: il paziente attribuisce un significato speciale a oggetti, eventi o persone a lui prossime;
  • delirio da toccamento: consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti;
  • delirio nichilista: è costituito da un ammasso incoerente di idee negative;
  • delirio onirico: consiste in un perturbamento della coscienza che conduce a emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica; la coscienza del perturbato entra in una fase tale da non riuscire a distinguere la realtà dal profilo onirico di essa stessa.
  • delirio professionale o di occupazione: consiste nel ricreare, da parte del paziente, le condizioni e i luoghi abituali di lavoro;
  • delirio residuale: rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento;
  • delirio interpretativo: il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l'attore principale o sentendosi indicato come parte in causa;
  • delirio di persecuzione: il paziente ritiene di essere oggetto di una persecuzione (situazione spesso identificata anche col termine paranoia);
  • delirio bizzarro: il paziente aderisce a un sistema di credenze totalmente non plausibili (nella cultura di riferimento);
  • delirio di controllo: il paziente è convinto che i propri pensieri o le proprie emozioni siano sotto il controllo di qualche forza esterna;
  • delirio di inserimento: simile al precedente; il paziente è convinto che alcuni dei suoi pensieri gli vengano imposti da una forza esterna;
  • delirio erotomanico o erotomania: il paziente è convinto che una certa persona (spesso una celebrità) sia segretamente innamorata di lui;
  • delirio di gelosia: il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva di essere tradito dal proprio partner;
  • delirio di grandezza o megalomania: il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l'unico detentore di conoscenze o poteri straordinari;
  • delirio somatico: il paziente è convinto che il proprio corpo abbia qualche cosa di inusuale, come una rara malattia, qualche tipo di parassita o un odore sgradevole;
  • delirio di trasmissione del pensiero: il paziente è convinto di esprimere inconsapevolmente i propri pensieri a voce alta, o comunque che gli altri possano percepirli.

I sintomi psicotici vengono divisi in:

  • positivi: che sono così denominati poiché riflettono una distorsione o un eccesso di funzioni normali. Essi sono le allucinazioni, i deliri, l’eloquio disorganizzato (la comunicazione riflette la disorganizzazione del pensiero), comportamenti grossolani, disorganizzati e catatonici (distorsioni del controllo del comportamento, attività infantile, agitazione imprevedibile. Si parla di comportamento “catatonico” quando vi sono delle anomalie motorie, ossia posture bizzarre, resistenza ai tentativi di immobilizzazione etc.)
  • negativi: Che sono cos’ì denominati in quanto riflettono una perdita delle funzioni normali. Essi sono l’appiattimento dell’affettività, l’alogia (ossi riduzione della fluidità dell’eloquio e del pensiero), l’abulia (incapacità nell’iniziare o continuare comportamenti finalizzati).

La caratteristica essenziale del disturbo delirante è la sua presenza di uno o più deliri non bizzarri, che persistono per almeno un mete. A parte il delirio, il normale funzionamento dell’individuo non è compromesso. Poiché il delirio non è bizzarro, è possibile che la sfera sociale, famigliare, lavorativa, sia contenuta. Il decorso è variabile, in alcuni casi si può guarire anche entro pochi mesi.
Il disturbo psicotico breve è un’alterazione che comporta l’insorgere improvviso di uno o più deliri, allucinazioni, eloqui disorganizzati, Si tratta di un fenomeno che può durare da un giorno ad un mese, nel corso del quale si registra uno stato di confusione e di agitazione emotiva. In questi casi il rischio di suicidio è particolarmente alto.
Nel disturbo schizoaffettivo si combinano i sintomi psicotici con caratteristiche di un disturbo dell’umore, sono presenti allucinazione e deliri, in più i sintomi dell’episodi depressivo maggiore. Anche in questo caso la probabilità di suicidio è molto alta.
Nel disturbo schizofreniforme la durata della malattia è intermedia tra quella del disturbo psicotico breve e quella della schizofrenia; in altre parole l’episodio di malattia dura tra 1 e 6 mesi.
La schizzofrenia rappresenta dunque un disturbo variabile e multiforme. Per parlare di questa malattia è necessario che in un paziente ci siano almeno 3 sintomi positivi e 3 sintomi negativi. Il disturbo comporta una grave deterioramento di una o più delle principali aree di funzionamento come il lavoro, le relazioni interpersonali e la cura di sé. La durata è superiore ai sei mesi. La malattia può essere di tipo:

  • Paranoide: caratterizzata da preoccupazione relativa a deliri o allucinazioni uditive senza prevalenza di disorganizzazione dell'eloqui o incongruità affettiva
  • Disorganizzato: caratterizzata disorganizzazione dell’eloquio e del comportamento, da appiattimento o incongruità affettiva
  • Catatonico: caratterizzata da immobilità o eccessiva attività motoria e posture bizzarre
  • Indifferenziato: i sintomi sono vari e misti.

 

Disturbi dell’alimentazione

I disturbi dell'alimentazione si caratterizzano per l'alterazione del comportamento alimentare e della percezione dell'immagine corporea. Se ne distinguono due:

  • anoressia nervosa
  • bulimia nervosa.

Anoressia nervosa: l'anoressia nervosa si distingue per un marcato rifiuto a mantenere il proprio peso corporeo al di sopra della soglia minima ritenuta normale rispetto ad età e statura del soggetto (normalmente al di sotto dell' 85% del peso ritenuto idoneo). Il soggetto affetto da anoressia nervosa ottiene la perdita di peso desiderata per mezzo di drastiche diete, condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi) e attività fisica eccessiva. Egli presenta un'intensa paura di acquisire peso, e questa paura non diviene meno insistente con l'avanzamento del decremento ponderale. La visione e considerazione del proprio corpo è distorta: il soggetto ritiene di essere  sempre troppo grasso, e si concentra, specchiandosi, su zone quali l'addome o i glutei, considerati enormemente abbondanti
Bulimia nervosa: la bulimia nervosa è caratterizzata da ricorrenti abbuffate, intese come il rapido consumo (ad esempio nell'arco di due ore) di una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone assumerebbe nello stesso intervallo temporale, e contemporanea sensazione di perdere il controllo. In seguito a tale ingestione sono presenti ricorrenti e sproporzionate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso che inevitabilmente seguirebbe l'assunzione di una enorme quantità di cibo, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivi. Le abbuffate avvengono solitamente di nascosto e in solitudine, possono essere indotte da stress e dai suoi correlati emotivi negativi, da situazioni sociali legate al cibo o da preoccupazioni legate all'aumento ponderale. Spesso sono programmate in anticipo e precedute confusamente da stati d'animo come solitudine, tristezza, noia, ansia o collera; l'ingestione di cibo avviene in modo vorace e non permette al soggetto di tenere conto del gusto degli alimenti e della loro gradevolezza.

Disturbi fittizi

I disturbi fittizi sono caratterizzati da sintomi fisici o psichici che sono prodotti o simulati intenzionalmente al fine di assumere il ruolo di malato. La valutazione dell'intenzionalità di un certo sintomo viene fatta sia attraverso l'evidenza diretta, sia attraverso l'esclusione di altre cause. I disturbi fittizi vanno differenziati dagli atti di simulazione in cui i sintomi sono sempre prodotti intenzionalmente, ma hanno uno scopo connesso alle circostanze ambientali (per es. i sintomi sono prodotti per evitare obblighi legali, per evitare di sottoporsi a prove, per avere un ritorno economico). La simulazione può essere considerata un comportamento adattivo normale in certe circostanze; al contrario, nei disturbi fittizi la motivazione è il bisogno psicologico di assumere il ruolo di malato, come è dimostrato dall'assenza di incentivi esterni che motivino tale comportamento.

Disturbi da uso di sostanze

La dipendenza da sostanze si esprime clinicamente in un gruppo di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici indicativi che il soggetto continua a far uso della sostanza, nonostante la presenza di problemi significativi, correlati alla sostanza. Si ha una modalità d’autosomministrazione reiterata, che si associa a tolleranza, astinenza e comportamento compulsivo d’assunzione della sostanza d’abuso. Una diagnosi di Dipendenza da Sostanze si può applicare ad ogni classe di sostanze, ma non si usa di solito per la caffeina. I sintomi di Dipendenza sono simili per le diverse categorie di sostanze, anche se alcuni sintomi sono meno rilevanti e, in pochi casi, non applicabili per alcune sostanze d’abuso (per es., i sintomi d’astinenza non sono specificati per la Dipendenza da Allucinogeni).

Disturbi del controllo degli impulsi

I disturbi del controllo degli impulsi sono caratterizzati dall'incapacità del soggetto di restistere ad un impulso o ad una tentazione impellente. Tale spinta induce il soggetto alla realizzazione di un'azione pericolosa per se stesso e/o per gli altri ed è preceduta da una sensazione di crescente tensione ed eccitazione a cui fanno seguito piacere, gratificazione, e sollievo, seguiti poi dal rimorso, dal senso di colpa e dall'autobiasimo. I disturbi del controllo degli impulsi sono: gioco d'azzardo patologico, piromania, cleptomania, disturbo esplosivo intermittente e tricotillomania.

Disturbi dissociativi

I disturbi dissociativi sono quattro: amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo di  depersonalizzazione, disturbo dissociativo d'identità. Essi si caratterizzano per profonde alterazioni di coscienza, memoria, senso di identità e percezione della realtà. Le persone colpite da questi disturbi possono essere incapaci di rievocare eventi importanti della loro esistenza, oppure possono dimenticare per un periodo di tempo la propria identità o arrivare ad assumerne una nuova; possono inoltre allontanarsi dai luoghi dove abitualmente risiedono. I disturbi dissociativi possono essere diagnosticati solamente uno per volta, e non possono presentarsi contemporaneamente nello stesso paziente. La diagnosi che ha la precedenza è quella del disturbo dissociativo d'identità, seguita da fuga dissociativa, amnesia dissociativa e depersonalizzazione.

Disturbi del sonno

I disturbi del sonno sono presumibilmente generati da anomalie dei meccanismi che regolano il ritmo sonno-veglia. Si suddividono in dissonnie e parasonnie.
Le dissonnie interferiscono con l'inizio o con la continuazione del sonno e ne provocano quindi un'alterazione della quantità, della qualità o del ritmo. Sono cinque, ovvero l'insonnia, l'ipersonnia, la narcolessia, il disturbo del sonno correlato alla respirazione e il disturbo del ritmo circadiano del sonno.
Le parasonnie sono invece un insieme di fenomeni non desiderati prevalentemente legati ai sogni. Avvengono maggiormente nell'infanzia e nell'adolescenza. Sono sei, ovvero il disturbo da incubi, il terrore nel sonno (Pavor Nocturnus), il sonnambulismo, la sindrome da gambe senza riposo, il bruxismo e l'enuresi notturna.

Disturbi sessuali (Vedi anche Dizionario delle Perversioni)

  • Disfunzioni Sessuali: alterazioni del desiderio sessuale e della risposta psicologica e fisiologica relativa al rapporto sessuale, per cui non si riesce ad iniziare o portare a termine il rapporto sessuale.
    Disturbi dell'Identità di Genere (transessualismo e travestitismo): ci si sente dell’altro sesso e quindi intrappolati in un corpo che sembra non appartenere a se stessi e che viene rifiutato.
    Parafilie: si vivono impulsi, fantasie e comportamenti sessuali nei confronti di persone, oggetti o pratiche inusuali.
    I disturbi sessuali sono definiti come tali soltanto quando le condizioni appena descritte si verificano per un lungo periodo di tempo (e non quindi per un singolo episodio), provocando marcato disagio e compromettendo il funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti della propria vita.
  • Disturbi di personalità: si basano sul funzionamento a lungo termine della persona attraverso:
  • le modalità di percepire ed interpretare se stessi.
  • la varietà, l’intensità, la labilità delle risposte emotive.
  • il funzionamento interpersonale.
  • il controllo degli impulsi.
  • Disturbo Paranoide di personalità: analizzare la realtà all’insegna del sospetto e della diffidenza, scorgono significati nascosti dietro ogni cosa, anche i comportamenti benevoli.
  • Disturbo Schizoide di personalità: non si hanno relazioni strette, si sta da soli, indifferenza di fronte ad approvazioni o critiche.
  • Disturbo Schizotipo di personalità: presenza di deficit interpersonali e sociali, non si hanno relazioni strette, spesso i comportamenti sono eccentrici. Espressioni di “pensiero magico” e racconti di aver avuto esperienze percettive insolite, eccessiva ansia sociale,affettività inappropriata.
  • Disturbo Antisociale di personalità: inosservanza e violazione delle regole sociali e poco rispetto per gli altri. Le relazioni interpersonali sono instabili, spesso tende a spendere soldi, a darsi al gioco d’azzardo e alle avventure sessuale non protette. Spesso minaccia di uccidersi e ha scatti intensi di rabbia immotivata.
  • Disturbo Istrionico di personalità: la persona si sente a disagio se non è al centro dell’attenzione, quindi sente il bisogno di fare qualcosa per mettersi al centro di essa. Sono persone la cui emotività è superficiale e può variare con rapidità. Nonostante tutto hanno una grande autostima di se stessi e delle proprie capacità.
  • Disturbo Borderline di personalità: una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell'autostima e dell'umore, e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti.
  • Disturbo Narcisistico di personalità: un quadro pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia, che comincia entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.
  • Disturbo Evitante di personalità: sentimenti di inadeguatezza e di giudizio negativo. Si relazionano agli altri solo se hanno la sicurezza di essere accettati.
  • Disturbo Dipendente di personalità: bisogno di essere continuamente accuditi, comportamento sottomesso e dipendente.
  • Disturbo Ossessivo Compulsivo di personalità: simile al disturbo ossessivo-compulsivo classico.Per ossessioni si intendono impulsi, immagini mentali e pensieri che sono ricorrenti e persistenti, la persona li avverte come inappropriati ed intrusivi. La persona è consapevole che detti pensieri sono solo frutto della sua mente, ne conosce l’estraneità e l’irragionevolezza. Le associate compulsioni sono in genere comportamenti ripetuti ed incontrollabili che, inevitabilmente, causano disagio.

 

Nevrosi, psicosi, psiconevrosi

  • Nevrosi: si intende un disturbo psichico che comporta un disagio per l’individuo ma senza alterare il suo contatto con la realtà. Ne è consapevole, ammette questa sofferenza e in genere cerca aiuto.
  • Psicosi: situazione di disagio psichico in cui c’è il distacco dalla realtà. L’individuo non è consapevole e, anzi, considera i tentativi di ricondurlo alla realtà come atti di costrizione e violenza o addirittura come la dimostrazione che esiste un complotto intorno a lui.
  • Psiconevrosi: il fondamento dei sintomi è in un conflitto psichico tra l' "inconscio" e l' "io cosciente " Tali sintomi sono un compromesso fra uno o più impulsi rimossi e le forze della personalità dell'individuo che si oppongono all'ingresso di questi impulsi nel pensiero cosciente e nel comportamento.

 

 

Chi sono

Sono nata a Latina nel 1976 e dopo aver sostenuto la Maturità Classica e la Maturità Magistrale ho conseguito nel 2000 la Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università La Sapienza di Roma. Abilitata all'esercizio della professione e iscritta all'Albo degli psicologi del Lazio con n° 10689, mi sono specializzata in Psicoterapia della Gestalt ottenendo il riconoscimento all'esercizio dell'attività psicoterapeutica. Sono inoltre esperta in Psicologia Giuridica e Mobbing. Ho seguito percorsi di terapia individuale, di gruppo e di supervisione senza i quali non avrei potuto sperimentare me stessa né conoscere approfonditamente tutte quelle parti di me che nel mio lavoro vengono frequentemente solleticate. Pronta a mettermi in discussione sempre,

 

imparo costantemente
dai miei pazienti
quanto l'Essere Umano sia indiscutibilmente
Unico e irripetibile
nel suo viversi

 

Maggiori informazioni di me sono reperibili sul mio curriculum vitae.

 

Notizie

[1 ottobre 2012] Lo Studio di Psicologia e Psicoterapia della Dott.ssa Giorgia Di Giacomo si è trasferito in Latina, via Ecetra, 6

[19 settembre 2011] Rinnovato il sito internet dello Studio di Psicologia e Psicoterapia della Dott.ssa Giorgia Di Giacomo

 

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